Le castagne sono destinate al consumo fresco o alla produzione di castagne bianche secche dalle quali si ricava la farina di castagne. I marroni hanno una duplice destinazione: consumo fresco e industria. I marroni sono particolarmente ricercati dall’industria per la produzione di prodotti pregiati come i “Marrons Glacés” o per altre utilizzazioni in pasticceria.
2. QUALI SONO LE VARIETÀ DI CASTAGNE IN ITALIA?
Le varietà di castagno coltivate in Italia sono numerosissime. Si può affermare che ogni zona di coltivazione vanti diverse varietà che sono denominate a seconda della località di produzione e che presentano caratteristiche quasi identiche ai frutti prodotti in altre zone. Trattassi probabilmente di echotipi (varietà che si selezionano nell’ambiente in cui vivono) provenienti in origine da poche varietà che si sono leggermente differenziate per l’influenza delle condizioni di terreno e clima delle diverse zone di coltivazione.
Fra queste numerose varietà di castagne, citiamo:
• in Piemonte, la castagna della Madonna di Canale, apprezzata per la sua precocità, la Bracalla della Val Varaita, rinomata per la grossa pezzatura, la Gioviasca, la Marrubia, il Garrone Nero, la Selvaschina, ecc.
• in Lombardia, ricordiamo il Verdone, il Catossi, etc.
• in Friuli-Venezia Giulia e Veneto, la Canaluta, il Crespadoro, ecc.
• nell’Appennino tosco-emiliano-romagnolo sono diffuse le seguenti varietà: Carpinese o Carrarese, Pistolese, Reggiolana, Laiola, ecc.
• in Campania, in provincia di Caserta sono rinomate la Tempestiva, la Riccia, la Lucente, la Paccuta, la Marzatica, la Mercugliana, ecc. Sempre in Campania, in provincia di Avellino citiamo le Verdole, la Montemarano, la Montella, la Alerna, ecc.
• in Calabria, la Nzerte e la Riggiola.
Particolare menzione meritano: la Cecio del Monte Amiata, rinomata per la elevata produttività e la precocità di maturazione, la castagna di Montella, coltivata in provincia di Avellino e la Gabbiana, coltivata in Valle Tanaro in provincia di Cuneo.
3. QUALI SONO LE VARIETÀ DI MARRONI IN ITALIA?
Generalmente le diverse varietà di marroni sono più esigenti delle varietà di castagne, meno produttive, più sensibili alle condizioni climatiche e del terreno e richiedono inoltre pratiche colturali più frequenti e razionali.
Il marrone Fiorentino o Casentinese raggruppa numerose varietà coltivate in diverse zone italiane fra le quali il marrone di Feltre, di Val di Cembra, di Val Sugana, di Caprese Michelangelo, di Ascoli Piceno, di Pistoia, di Massa Marittima, di Sorano di Montevarchi.
Per differenti caratteristiche del frutto si distinguono dal casentinese alcune varietà di marroni coltivate nell’Appennino tosco-emiliano-romagnolo. In particolare meritano di essere citati il marrone di Brisighella, di Casola Val Senio, di Castel del Rio, di Chiusa Val Pesio, di Fontanelice, di Forlì, di Marradi, di Palazzuolo sul Senio, di Montepastore, di Pavullo, di Reggio Emilia e di San Benedetto.
Un certo interesse riveste il marrone Buono del Monte Amiata. Particolarmente richiesti dall’industria risultano i marroni prodotti nel Lazio e in particolare in provincia di Viterbo, ecc.
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